Due chiacchiere con Lorenzo Gianoli
Come nasce la tua passione per il vino?
Nasce a tavola perché è il posto dove le persone si confrontano e dove hai modo anche di testare la vera genuinità dei rapporti. Sono sempre stato abituato a cene di grandi comitive, a raggruppare gli amici e proprio a tavola, piano piano, un po’ anche grazie a questi amici, mi sono avvicinato a un mondo che vedevo lontano, ma che ho sempre considerato estremamente affascinante.
È nata insieme all’amico Stefano, che oggi è mio socio in questa avventura, e grazie ai racconti, alle emozioni, ma anche alle tante competenze e indicazioni tecniche che Marco Pozzali, giornalista specializzato, sommelier e scrittore di vino, ha condiviso con me negli anni.
Questo mondo mi ha veramente rapito e affascinato. Penso che sia estremamente magico. Mi sono avvicinato con umiltà, perché è anche complesso e sconfinato, ma talmente bello, che l’impulso è stato irrefrenabile.
Cosa ti affascina nel prodotto? Scoprirlo in una degustazione o realizzarlo fattivamente?!
Tutte e due; un sorso di vino ti porta immediatamente nella sua realtà e tra i suoi sapori e profumi.
Ma l’idea di poterlo produrre è straordinaria: il momento della vendemmia, assistere allo studio e al lavoro di enologi e agronomi, scoprire un viaggio prima sconosciuto tra terra, uve, legni e lieviti.
Ecco, penso che tutta questa complessità accresca ulteriormente la voglia di assaggiare un calice di vino, iniziando a capire veramente l’immenso lavoro e storia che c’è dietro.
Ogni bottiglia non contiene solo vino, ma anche anni di lavoro, di impegno e di conoscenza.
Questa consapevolezza è il valore aggiunto rispetto al semplice bere un “buon bicchiere”; è il sapere come si possa creare questa alchimia magica!